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Offese scritte sulle scuole, solidarietà a Salis. Da sinistra unanime difesa dei percorsi educativi

Dal Partito Democratico ad Azione, da Alleanza Verdi Sinistra al M5S, fino a Italia Viva: condanna unanime per le frasi comparse nella notte e sostegno alla sindaca Silvia Salis e all’assessora Rita Bruzzone. Fdi: «condannare sempre, non a convenienza». I bimbi della scuola dell’infanzia Monticelli, con le maestre, hanno realizzato dei disegni per uno striscione di benvenuto in diverse lingue che ha coperto gli insulti alla sindaca Salis fino alla cancellazione

AGGIORNATO CON TUTTE LE REAZIONI NEL FRATTEMPO PERVENUTE

Dopo il raid vandalico che ha imbrattato alcune scuole genovesi con scritte e insulti, la città registra un coro politico che, pur con accenti diversi, converge su due punti: la condanna netta del gesto e la difesa della scuola come luogo da proteggere, non da trasformare in bacheca di intimidazioni. Nel solco delle parole già pronunciate dalla sindaca Silvia Salis e dall’assessora Rita Bruzzone, che hanno definito «vile» colpire spazi frequentati da bambini e ragazzi e hanno rivendicato la scelta di investire nell’educazione, arrivano ora prese di posizione che allargano il perimetro della solidarietà ben oltre la maggioranza comunale.

Regione Liguria condanna con fermezza le scritte intimidatorie comparse sulle facciate di alcune scuole genovesi ed esprime piena solidarietà alla sindaca di Genova, Silvia Salis, per gli attacchi personali ricevuti.
“Si tratta di un inaccettabile atto vandalico reso ancora più grave dal fatto che abbia colpito edifici scolastici, luoghi simbolo d​i cultura. Al di là delle opinioni, non è ​t​ollerabile ricorrere a linguaggi d’odio e minacce. Rispetto, dialogo e crescita civile devono sempre guidare il dibattito pubblico e il confronto tra le persone”. Così il presidente della Regione Liguria Marco Bucci commenta le scritte comparse sui muri di alcune scuole genovesi.

Il Partito Democratico di Genova, cioè il PD cittadino, parla di scritte “violente, fuorvianti e inaccettabili” e le interpreta come un attacco che punta a delegittimare un percorso educativo presentato come serio, trasparente e condiviso, sostenuto dalla giunta e dall’assessorato. Nel ragionamento dei dem genovesi, l’operazione più pericolosa non sarebbe solo l’imbrattamento in sé, ma la miscela di accuse estreme e collegamenti distorti, perché accostare educazione sessuo-affettiva, vaccinazioni e richiami storici drammatici significa alimentare sospetto e pregiudizio, colpendo la scuola pubblica e la sua funzione educativa. Il PD sottolinea anche l’effetto concreto di quel gesto sulle comunità scolastiche: non solo un’offesa a chi ha progettato l’iniziativa, ma una “violenza simbolica” che ricade su bambini e famiglie. Da qui il sostegno esplicito a Rita Bruzzone, ai dirigenti scolastici, agli insegnanti e alle comunità educanti coinvolte, con un messaggio che prova a trasformare l’intimidazione in carburante politico: nessun passo indietro, anzi la conferma che la strada è necessaria.

Sulla stessa linea, il Gruppo Partito Democratico in Regione Liguria, quindi ancora il PD ma a livello regionale, definisce l’episodio grave e inaccettabile e ribadisce che i percorsi di educazione all’affettività non sono propaganda, bensì strumenti per aiutare bambine e bambini a riconoscere le emozioni e a costruire relazioni sane, con un impatto che, nella loro lettura, si traduce in prevenzione della violenza e contrasto agli stereotipi. La solidarietà alla sindaca Silvia Salis viene indicata come sostegno politico pieno, proprio perché difendere quei percorsi significa difendere la scuola come spazio di crescita, libertà e responsabilità. A rafforzare il fronte dem arriva anche la voce dell’eurodeputato Brando Benifei, che lega direttamente le intimidazioni a una tesi più ampia: episodi di violenza e clima sociale renderebbero urgente investire sull’educazione affettiva e sul rispetto, e proprio per questo, sostiene, arretrare sarebbe un errore; l’Italia, aggiunge, sarebbe in ritardo e non ci sarebbe più tempo da perdere.

Dal centro, Azione Liguria sceglie un registro più asciutto ma altrettanto netto: solidarietà e vicinanza alla sindaca Silvia Salis, condanna per scritte definite gravissime e un invito esplicito a fare chiarezza in tempi rapidi individuando i responsabili, con la disponibilità dichiarata a restare al fianco dell’amministrazione nel lavoro portato avanti per la città.

Sul versante ecologista e progressista, Alleanza Verdi Sinistra (AVS) Genova parla apertamente di attacco alle scuole e alla libertà educativa, leggendo le scritte non come “semplice protesta” ma come atto intimidatorio che usa i muri degli istituti come megafono dell’intolleranza. Giorgia Parodi insiste sul fatto che colpire una scuola significa colpire l’intera comunità, mentre Simona Cosso mette l’accento su un punto ricorrente nel dibattito cittadino: l’educazione sessuo-affettiva, sostiene, è pratica educativa riconosciuta e serve a costruire relazioni sane, con le famiglie da coinvolgere e rispettare, non da utilizzare come scudo per campagne d’odio. Per AVS, la richiesta è duplice: piena luce sui responsabili e continuità nel sostegno a una scuola pubblica inclusiva, laica e fondata sui diritti.

Arriva poi la posizione del MoVimento 5 Stelle (M5S) a livello genovese e ligure, affidata al capogruppo comunale Marco Mes e al capogruppo regionale Stefano Giordano, che definiscono le scritte un attacco vile alle istituzioni e al confronto democratico, rilanciando l’idea che chi tenta di fermare i percorsi educativi con intimidazioni si metta “contro” i valori della convivenza civile. Anche qui, oltre alla solidarietà a Silvia Salis, c’è l’auspicio che le forze dell’ordine individuino i responsabili e un invito alle altre forze politiche e sociali a convergere nel respingere ogni forma di odio e intimidazione nel dibattito pubblico.

Infine, dal fronte centrista riformista, Italia Viva interviene con le senatrici Raffaella Paita e Annamaria Furlan, che definiscono le scritte indecenti e sottolineano un elemento che rende il gesto ancora più grave: il fatto che, in due casi, siano stati colpiti istituti dell’infanzia, quindi frequentati da bambini piccolissimi. Anche loro chiedono che i responsabili vengano individuati e perseguiti e leggono il mix tra posizioni no-vax e richiami estremi come la prova della pochezza di chi agisce così, ribadendo che la sindaca non si farà intimidire e che il sostegno politico non mancherà.

«Nell’esprimere la nostra solidarietà al Sindaco Salis ribadiamo, anche in questa occasione, che la violenza in ogni sua forma non può trovare spazio nella nostra città e deve esser condannata sempre, non a convenienza. Ci auguriamo, inoltre, che i responsabili vengano presto identificati e siano chiamati a rispondere dei loro atti a partire dall’addebito dei costi di rimozione e pulizia dell’edificio imbrattato» così i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi, Nicholas Gandolfo, Francesco Maresca, Valeriano Vacalebre.

Netta la condanna della segreteria Cgil di Genova: «Le scritte apparse oggi su alcune scuole genovesi sono inqualificabili e fuori dal contesto storico contemporaneo. La nostra società ha necessità di un profondo cambiamento culturale che deve partire dal rispetto delle persone e dalla messa al bando di ogni violenza. Attaccare vigliaccamente le istituzioni e i luoghi della conoscenza che si fanno portatori di questo cambiamento è un atto meschino che qualifica chi lo ha compiuto. La Camera del lavoro esprime la propria solidarietà alla Sindaca di Genova e alla Giunta».

Questa mattina l’assessora del Municipio Centro est Maria Michela Tacchini (Avs) è rimasta sul campo per l’intera durata delle attività scolastiche con sopralluoghi e coordinamento operativo alla scuola dell’infanzia Monticelli, uno degli istituti colpiti dalle scritte vandaliche. Nel corso delle ore, viene riferito, il lavoro con la direzione scolastica e il personale educativo è stato costante, con l’obiettivo di garantire continuità alle lezioni e tutela alle bambine e ai bambini, evitando che la giornata venisse “segnata” dall’episodio. L’assessora ha inoltre attivato i contatti con Aster, insieme alla responsabile d’ambito, per predisporre la rimozione delle scritte nel più breve tempo possibile, con l’indicazione che l’intervento avverrà comunque non oltre la mattina di sabato. Le attività educative, intanto, si sono svolte regolarmente e i messaggi sono stati coperti con tempestività, così da non esporre i minori a contenuti offensivi o intimidatori. In risposta al raid, viene anche segnalato materiale realizzato ed esposto dalle bambine e dai bambini, come segno di reazione della comunità scolastica.

Il risultato, al netto delle sfumature, è un quadro raro per compattezza: l’episodio non viene “normalizzato” come bravata, ma trattato come attacco ai luoghi dell’educazione e, di conseguenza, alla comunità cittadina. E mentre le indagini proseguono, la politica – dalla maggioranza alle opposizioni e ai livelli regionale e nazionale – si ritrova a ribadire che la risposta non può essere il silenzio, ma un investimento ancora più ostinato su scuola, rispetto e responsabilità.


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